venerdì 18 maggio 2012

Contro le jatture degli ultimi 6 mesi, crostata con crema amande e frutti di bosco


 Pubblicherò questo post quando sarò rientrata in base. Dove sono finita? E chi lo sa, almeno, io non lo so onestamente. Fisicamente mi trovo nel mio “buen retiro”, sono bellamente seduta su una sedia a sdraio imbottita sotto il mio portico, sottofondo di grilli del bosco, avvolta in una coperta di lana . Sono le 20, 50, mi trovo in questo luogo mooolto isolato da ieri perché ho preso e sono scappata dalla città. Le jatture sono state decisamente troppe al che ho pensato che prendendo la macchina e percorrendo questi 100 km magari le avrei disseminate. E’ un giovedì da caldo record, il sole di oggi mi ha ustionata e sebbene io sia circondata da pini montani anche qui ci sono stati 27 gradi quasi. Da dove ha inizio tutto? Da 6 mesi fa, forse 7. Dopo 6 mesi di tira e molla con MisterEx, mio bellissimo (ex) fidanzato di design, ero riuscita a convincerlo ad andare in vacanza insieme. Lui è il MisterBig all’amatriciana, de noantri. Quasi quarantenne, rampantissimo avvocato milanese, fascinosissimo, brillantissimo, elegantissimo, simpaticissimo, coltissimo… imprendibilissimo! Trascorriamo la nostra settimana in terra sarda nella lussuosissima tenuta che avevamo affittato (a un prezzo modico però eh!) nell’idillio tra topi grandi come gatti in casa, rane e animali di ogni tipo fuori dalle mura, acqua ghiacciata in bagno e un rientro Olbia-Genova che se non sono morta o di paura o di annegamento è solo che faccenda miracolosa. In ottobre decido che sì, è arrivato il momento di comprare casa: eh già, il tranello è teso. La compro io ma a suon di pollo ai peperoni & pizze all’unto ti accalappio e con l’inganno ti porto a vivere con me, ah ah! Trovo così la casa: bella, luminosissima, con un arco che è un sogno. Mia, mia, miiissima! Ma…. Ma la famigerata immobiliare che inizia per Pir e finisce con Elli guarda caso si dimentica di dirmi che il proprietario che vende non è il proprietario e dopo aver scartabellato chili di scartoffie tra tribunali, avvocati, notai e affini ne viene fuori che la compravendita è più losca della truffa Parmalat e di truffe si parla. Triste ma rassegnata dico ciao con la manina alla mia casa. E con lei se ne va pure MisterEx, annoiato e scontento della relazione dopo 5 anni si fa di fumo con i miei sogni di famiglia e convivenza. E chissenefrega, vattene brutto panzone che non sei altro, non sei nemmeno così bello come credi ecco (SNIFF, SOBB, datemi un altro kleenex).



 L’orrido e gelido inverno passa portando con sé le mie tristezze e in quel di febbraio un’immobiliare mi contatta: hanno la casa per me. Ma sì, me ne vado io a vivere da sola alla faccia tua, sai come sto bene, sai che pacchia senza i tuoi calzini sporchi e maleodoranti dopo gli allenamenti, senza i tuoi peli sparsi come un tappetino in bagno, senza le tue camice e completi da stirare. Tiè. La casa è lì: bella, bellissima, con il balcone che guarda verso le montagne lontane, con la cucina che è una bomboniera. E ricomincia con il direttore di banca e mise da guerra per estorcere il mutuo con mezzi ai limiti del lecito (no beh dai ero solo elegante come se stessi andando ad un ballo monegasco con i Principi), e conti in tasca e richieste e carte bollate e… in un mese le facciamo sapere. Passa il mese, con altri deliri come l’asportazione di un neo sospetto. “ma va chiara non essere tragica, che vuoi che sia un neo, sei ridicola”… La ridicola si è beccata 4,5 cm di taglio e 9 punti di sutura e un decorso che non è stato esattamente come una passeggiata a mangiare un gelato alla vaniglia & pistacchio. E sia, passata pure questa. Arriva la data e speranzosa chiamo la mia agente che con tono lugubre mi dice “mi spiace ma la proprietaria non ha accettato perché non ha trovato dove andare a vivere lei”. Le bestemmie e insulti che sono volati li so io e nessun altro al mondo, oltre i miei, i miei vicini di casa, le mie amiche, il mio capo ;) PorcacciaLadracciaMignottaccia ora mi tocca ricominciare la ricerca, e che palle di qui e che palle di là---- DRIIIINnnnnNN (telefonata del mio editore) “Sono spiacente di dirti che delle due testate che sviluppi per noi una chiude (Ergo ti diamo la metà dei soldi che ti davamo e Dio solo sa se questo ricettario continua o ti togliamo anche questo che ti resta). EMMISONOROTTALEPALLE, ecco! In 6 mesi ho: due case in meno, un fidanzato di Design in meno, una scucchiaiata di pancia (ma non di ciccia) in meno e un lavoro in meno. Per questo sto qui, medito nel buio del portico, tra lo scampanellare delle mucche e i grilli pensando che poteva andare peggio, che tutto quello che se ne va lascia il posto a qualcosa che arriverà e che la vita è una continua montagna russa: attese di ore per fare i biglietti (e trovare case degne, lavori possibili, fidanzanti non agghiaccianti) molta adrenalina, momenti di panico, attacchi di vomito, la sensazione di voler abbandonare la corsa spesso e volentieri ma pur sempre emozionantissima e terribilmente affascinante.


Per la frolla
::  300 gr di farina ::
::  150 gr di burro  ::
::  1 uovo ::
::  100 gr di zucchero a velo ::
::  scorza di un limone ::
::  un pizzico di sale  ::

Per la crema 
:: 250 ml di latte  ::
::  16 gr di farina  ::
::  40 gr di zucchero  ::
::  60 gr di burro  ::
::  60 gr di zucchero a velo   ::
::  60 gr di farina di mandorle  ::
::  2 tuorli + 1uovo  ::
::  scorza di un limone  ::
::  150 gr tra lamponi e mirtilli  ::

In una terrina lavorate a crema il burro con l'uovo, il limone, il sale e lo zucchero a velo. In un solo colpo aggiungete la farina e con la punta delle dita amalgamate molto velocemente lapasta in un panetto. Avvolgetela in pellicola alimentare e fatela riposare in frigorifero un’ora. Preparate la crema pasticcera: in un pentolino portate a bollore il latte con la scorza di limone in infusione.  In un altro pentolino amalgamate due tuorli con lo zucchero semolato e la farina, dopodiché versate a filo il latte filtrato e mettete sul fuoco: cuocete la crema rigirandola fino a bollore poi spegnete. Foderate una tortiera da 22 cm con la pasta frolla e mettetevi sopra un disco di carta da forno con appoggiati dei pesi, ad esempio fagioli secchi. Cuocete “in bianco” in forno a 170¡ per circa 10 minuti, eliminate i pesi e continuate la cottura per altri 5 minuti. In un mixer frullate la farina di mandorle con il burro a pezzetti, lo zucchero a velo e l’uovo e aggiungete il composto alla crema pasticcera: versate il tutto nel guscio di frolla, decorate con i lamponi e i mirtilli e cuocete a 170¡ per 25 minuti, il tempo che raddenserà la crema. Se i bordi della crostata dovessero scurire troppo potete proteggerli avvolgendoli con carta stagnola!

mercoledì 28 marzo 2012

4 anni. E una crostata meringata alla crema di limoni (senza latte)




1460 giorni. Oggi. E oggi più che mai li vedo come 1460 candele accese, una distesa infinita, ognuna con la sua storia da raccontare, i suoi spigoli appuntiti, le sue sfumature di luce tra il rosso, arancio, giallo e blu. 1460 anime che hanno dato vita a 1460 giornate spese nell'Amore più grande che io abbia provato, l'amore che ha reso unico questo cammino senza una meta finale e che vive nel solo desiderio di godere del viaggio e non fermarsi mai.



In fondo a questa ennesima giornata sfinente di un periodo troppo inteso in termini di emozioni, adesso trovo la calma per farmi gli auguri.

Non cambierei nemmeno un secondo e anche i momenti più faticosi e dolorosi hanno contribuito a raccontare una storia davvero ExtraOrdinaria.


A Te, mio piccolo giardino segreto, a te che mi hai accompagnata come un vero diario di Viaggio, a te che mi hai regalato molto di più di quello che mi sarei immaginata, a te che hai continuato a crescere anche in momenti di grande aridità e di stravolgenti dolori, a te io con orgoglio oggi dico, Buon Compleanno. 



Un solo ringraziamento, ancora una volta. Al "capo", maestro e sostegno di un percorso molto articolato. Non avrò mai abbastanza parole per renderti quello che tu hai dato a me :)




Per festeggiare un dolce davvero delizioso, fatto con una crema al limone leggerissima perchè senza latte e con un solo tuorlo e una piccola nocciolina di burro.

 INGREDIENTi

::  300 gr di farina  ::
::  150 gr di burro  ::
::  100 gr di zucchero  ::
::  1 uovo  ::
::  un pizzico di sale  ::

Per la crema
::  300 ml di acqua  ::
::  70 gr di zucchero  ::
::  30 gr di maizena  ::
::  un tuorlo  ::
::  la buccia e scorza di un limone  ::
::  una nocciolina di burro  ::

Per la meringa
::  un albume  ::
::  il peso dell'albume in zucchero a velo  ::
::  il peso dell'albume in zucchero semolato  ::


Preparate la frolla amalgamando il burro morbido a pezzetti con l'uovo e lo zucchero. Aggiungete poi in un solo colpo la farina e mescolando velocemente formate una pasta che farete riposare in frigo per un'ora. Preparate la crema: in un pentolino mescolate il tuorlo con lo zucchero e la maizena, aggiungete poi la scorza del limone, l'acqua e mettete sul fuoco. Cuocete mescolando sempre fino a bollore. Aggiungete quindi a fuoco spento il succo di limone e il burro e amalgamate bene. Foderate una tortiera da 22 cm circa con la pasta, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e versate la crema al limone. Cuocete in forno per circa mezz'ora a 170° e fate raffreddare lievemente. Preparate la meringa come descritto qui e decorate la superficie della torta con una sac à poche. Infornate nuovamente per circa un quarto d'ora a 180°. Fate raffreddare completamente prima di servire.

Un piccolo suggerimento: se la crema risultasse troppo fluida potete solidificarla mettendo un poco di ulteriore maizena in un bicchierino, scioglietela con un dito di acqua fredda, aggiungetela al composto in cottura e cuocete finchè bolle.


domenica 4 marzo 2012

L'orgoglio dell'unto e dell'eccesso di testosterone: linguine asparagi & gamberi al brandy





Ho fritto per due giorni. E i miei capelli si sono unti come la carta da parati della cucina di un ristorante cinese: inesorabilmente. Ho chiesto alla produzione di darmi, un rimborso per il parrucchiere e ho detto che in fattura del lavoro metterò il trattamento anti-unto che dovranno applicarmi per farli ritornare normali. Mi hanno riso in faccia. Ma io non ho mica scelto di friggere kili di cibo per giorni interi per diletto, l'ho fatto per ovvie esigenze di lavoro (ammettendo di aver rubato un paio di bocconcini di pollo mentre ero al centesimo filtraggio olio e l'occhiaia mi faceva assomigliare ad un panda assonnato).


Niente da fare. Non so, forse li dovrò tagliare a zero dopo questo lavoro, temo che non verranno mai del tutto profumati e lindi dopo aver sopportato 24 ore d fritto a 180° di unto e particelle di olio che schizzano impazzite sulla mia testa ed evaporano attaccandosi alla mia tinta oramai slavata e sbiadita. Ma ne è valsa la pena, come sempre.


Il mio lavoro rimane da qui all'eternità il mio grande Amore, il sorriso e l'orgoglio, la Tenacia e l'Incanto e la dimostrazione che IO sono molto più Uomo di tanti UOmini e trovare un Uomo che sia più Uomo di me resta un'impresa davvero da Guiness dei primati :))


Ma ho fiducia e so attendere: se esiste un uomo che non abbia paura di una donna con i capelli che sanno di cotoletta e con la grinta di Rocky Balboa, beh, si faccia avanti (per aumentare le possibilità di non rimanere zitella per sempre posso anche aggiungere che ogni tanto ho il tempo di frequentare l'estetista, me la cavo alla grande in cucina e sono poco impegnativa perchè lavoro spesso anche di domenica quindi voi potete in santa pace guardare tutte le Moviolone della tv che tanto io mi starò facendo i gran affari miei!!! )



Questo è il mio MasterPiece, cavallo di battaglia. Se devo fare un primo ad effetto, faccio sempre, da anni, questa pasta. In casa mia spopola e devo dire che anche fuori da casa ha sempre fatto la sua gran porca figura :)



INGREDIENTI

::  300 gr di linguine  ::
::  8 asparagi  ::
::  qualche pomodorini ciliegino  ::
::  15 gamberi  ::
::  un bicchierino di brandy  ::
::  panna fresca  ::
::  olio evo  ::
::  sale & pepe  ::
::  basilico  ::


In un padellino saltate i pomodorini a metà con dell'olio e del basilico spezzettato per qualche minuto. Salate e pepate. Spelate gli asparagi dalla punta in giù, tagliateli a tocchetti e fateli sbollentare finchè morbidi, dopodichè aggiungeteli ai pomodorini spadellati e rifinite con della panna fresca e un cucchiaio di brandy: fate cuocere tutto insieme per 1 minuto, il tempo che insaporisca. Nel mentre private i gamberi del guscio, incidete la schiena ed eliminate il filetto nero e tagliateli a tocchetti. In una padella antiaderente ben calda (scaldatela vuota!) mettete un filo di olio e i gamberi: cuocete per 30 secondi mescolando, sfumate con un bicchierino di brandy, continuate la cottura altri 30 secondi e spegnete. Salate, pepate, unite ai pomodorini e asparagi e condite le linguine aggiungendo una macinata di pepe e qualche foglia di basilico fresco. Davvero, provatele!!!

giovedì 1 marzo 2012

Pensieri Notturni

In vigilance of grief that would compel the soul to hate 
for having loved too well. Lord Byron.

venerdì 10 febbraio 2012

NOn credo nelle favole. E nemmeno nel marketing. O forse sì: meringhe coccolose.



Ebbene sì. Me ne hanno raccontate davvero troppe. Ma quanti "primi appuntamenti" con promesse di Matrimonio, progetti di casa, famiglia, focolare acceso e mani unite nell'eternità. Tzè. La casa non c'è mai stata, di matrimoni molti ma mai il mio, figli parecchi (delle amiche) e il camino l'ho acceso per bruciarci dentro ogni baggianata che mi hanno raccontato. E ora sono perseguitata dalla sindrome del "SanValentino" imminente.


Oggi pomeriggio, ore 16.30, pieno attacco di panico (ebbene...per non farci mancare niente adesso mi vengono pure loro!). Decido di fare un giro per distrarmi dalle ansie e per compensare un pochino: shopping di intimo (addicted). Dopo aver messo sotto sopra un punto vendita Intimissimi alla ricerca di un reggiseno che non mi strizzasse le ciccette e non mi facesse sembrare una coppa piacentina ben stringata, mi dirigo verso l'iper per comprare gli ingredienti dei Pain Au Chocolat (sono in fase "ricompensiamoci"). Girando e rigirando vengo istintivamente attratta da una macchia di colore invitantissima: fragole. In febbraio. E pure profumate e promettenti. Per un minuto mi faccio sedurre dall'idea di una macedonia di fragole e poi la mia attenzione viene catturata dalla panna a fianco. 2+2= trovata di Marketing Pro SanValentino. IO ODIO SanValentino. Da sempre e per sempre! Che orrore tutti sti cuori e cuori e cuori ancora e angioletti&puttini&rose rosse e... Bleah, da disgusto! Mi riprendo dal tranello della Fragola Afrodisiaca  e con testardaggine mollo sdegnata le belle rosse tentatrici e giro le spalle. Pubblicità, non mi avrai MAI. Mai e poi Mai, lo giuro! Giro e rigiro, burro e lievito, dove cavolo è la farina e mi trovo davanti ai thè e infusi. In un altro attacco di ansia. Lancio un occhio per curiosità e vengo letteralmente  ipnotizzata dalla varietà: drenante, snellente, tonificante, digestiva, rilassante. RILASSANTE, devi essere mia! Annuso ma il cellophane mi impedisce di sentire qualsiasi cosa, leggo e vedo un sacco di erbe promettenti a placare i miei attacchi di ansia. Tu, subito nel mio carrello! E giro le spalle ai miliardi di thè bellamente classificati, bel consapevole, essendo una donna che con il marketing e la pubblicità lavora da 12 anni, che queste pioprietà sono palesemente inventate e irreali. Quando lavoravo in agenzia di advertising sul beauty mi dicevano "Chiara, abbiamo 6 colori di bagnoschiuma. Tu e la tua copy trovate delle categorie." Et voilà che quello rosso diventava energizzante, il blu rilassante, il rosa calmante, il verde defatigante e via andare. Eppure, anche se so bene che quel nome lo ha abbinato qualche pubblicitario a quel prodotto, anche io mi lascio conquistare dal marketing. Ma tengo testa, sempre e fortemente, al SanValentino. Quello proprio nessuna tisana digestiva me lo farebbe andare giù ;)






Ma a voi lascio queste meringhe, RibesRosso&CioccolatoBianco. Per voi che amate il SanValentino, e per chi come me ha bisogno di una dose di coccole anti-smancerie a gogo ^_^


PS: per la cronaca. Arrivata a casa apro il cellophane della mia tisana in compagnia di mia madre, che annusa e inorridita dice "ma questo non è rilassante, è vomitante. Che schifo, se uno non si sente tanto bene beve sta tisana, vomita tutto e poi sta meglio. Bleah!". Ah ah ah, mitica genitrice!


INGREDIENTI
  ::  un albume  ::
::  pari peso in zucchero a velo  ::
::  pari peso in zucchero semolato bianco  ::
::  una goccia di limone  ::
::  100 gr di cioccolato bianco  ::
::  3 rametti di ribes rosso + 2 cucchiai di zucchero semolato  ::

Pesate l'albume: sono importanti le proporzioni. Montatelo a neve qualche secondo, quando comincia ad essere spumoso aggiungetevi poi gli zuccheri poco alla volta sempre continuando a montare con le fruste elettriche. Questa operazione deve continuare per una decina di minuti, in modo che lo zucchero semolato si sciolga del tutto e otterrete una meringa lucida e setosa. COn una sac à poche dalla bocchetta liscia formate su una placca da forno rivestita di carta forno tanti mucchiettini. Cuocete le meringhe a 80°C per un paio di ore (Se piccoline) con lo sportello del forno lasciato un pelino socchiuso (io ci infilo una pattina piegata a metà così passa uno spiraglio di aria). Una volta cotte lasciatele in forno spento per altre 2 ore in modo che si asciughino bene. In un padellino mettete il ribes con lo zucchero, schiacciate con una forchetta i frutti e ottenete cuocendo a fiamma vivace per qualche minuto una composta ben densa. Nel mentre sciogliete a bagnomaria il cioccolato bianco. Stendete un velo di marmellata rossa su ogni metà meringa, versate un cucchiaino di cioccolato bianco, attendete che si stabilizzi per un minuto poi accoppiate schiacciando lievemente con un'altra meringa. Lasciate raffreddare per bene poi... coccolatevi!



venerdì 27 gennaio 2012

Ode ai Casoncelli... e non solo a loro!



Quando si ha un sogno nel cuore, si parte sempre con il pieno di tutto: energie, slanci, sorrisi, entusiasmo, coraggio, tenacia, motivazione. Però quando i percorsi sono lunghi, e molto faticosi, queste scorte si esauriscono giorno per giorno per giorno.... E chi diavolo non ha voluto prendersi almeno per qualche tempo una "pausa di riflessione da se stesso"? Io lo penso quasi ogni mattina ultimamente. E ieri è stata, fino a sera, una giornata davvero storta. Fino a quando ho visto lui, che mi ha fatta ridere. E mi ha ricordato che questi 4 anni sono valsi davvero la pena di ogni battaglia. Lui che mi ha regalato tutto e non la finirò mai di dirlo. Lui che è lo Chef più bravo che io abbia mai visto al mondo. Lui che è il mio maestro. Il mio capo Iviano.

Quando ho avuto in mano quella lista di nominativi, ho scelto il suo numero da chiamare perchè lui ha radici vicine alle mie, la Valle Seriana. Questo è stato il segno che ho seguito.
E lui è stato uno degli incontri più belli della mia vita, perchè mi ha sempre insegnato tanto, con il cuore, senza gelosia ma con grande generosità e soprattutto in un mare di risate.



Sono trascorse infinite giornate e nottate assurde lavorative, viaggi e km in macchina, caldo di sole &scalini da fare in costiera campana e freddo porco a 3000mt sul SanGottardo, nottate negli hotel peggiori di tutta Italia (e non solo!), e quintalate di polli da cucire fronte&retro, sardine da squamare, piselli da selezionare (!) ecc... E sono felice di tutto e lo rifarei dal primo giorno.
La stanchezza fa parte del cammino e del percorso, e io ho solo bisogno di passare una intera notte a guardare la neve che cade, piccolo miracolo che ancora si avvera, e ho bisogno di credere che nessun Sogno è troppo grande per essere realizzato.
E grazie a te, capo, il mio è iniziato e continua ad essere da quasi 4 anni.

I casoncelli sono dei ravioli meravigliosi della bergamasca, e questa ricetta collaudatissima è proprio del capo.
Io ne faccio in dosi massicce perchè a casa mia se ne mangiano circa 14 a testa, gli uomini anche più! 



INGREDIENTI PER 6 MANGIONI

::  300 gr di pasta all'uovo (3 etti di farina, 3 uova, un goccio di olio, sale)  ::
::  200 g carne di maiale arrosto (meglio coppa di maiale)  ::
::  160 salsiccia o pasta di salame  ::
::  20 g mollica  ::
::  2 amaretto  ::
::  30 g parmigiano  ::
::  50 g polpa di pera  ::
::  10 g uvetta ::
::  10 g pinoli  ::
::  prezzemolo  ::
::  cannella, noce moscata, pepe  ::

::  burro  ::
::  salvia  ::
::  150 gr di pancetta dolce  ::

Frullate l’arrosto con la salsiccia, la mollica bagnata nel latte e strizzata;
unite il parmigiano grattugiato, l’amaretto ridotto in polvere, i pinoli e l’uvetta tritati finemente, la pera tagliata a dadini piccolissimi e fatta saltare in padella per trenta secondi, il prezzemolo tritato e le spezie. Amalgamate il tutto e aggiustate di sale.
Stendete la pasta in una sfoglia sottile, tagliatela a dischi con un coppapasta e al centro di ognuno mettete una pallina di ripieno. Chiudete i casoncelli come da indicazione fotografica (Se i bordi non si sigillassero bene, stendete con un pennellino un velo di uovo sbattuto per farli aderire). In un padellino fate dorare la pancetta senza altri grassi di cottura, eliminate il grasso in eccesso e aggiungete generoso burro e salvia e fate fondere. Cuocete i casoncelli, condite con burro fuso e abbondante parmiagiano reggiano e ... e mi direte che ne pensate!


giovedì 5 gennaio 2012

Penso&Mangio Leggero: involtini di orata al forno





Bilancio dell'anno 2011. Chili presi: nessuno. Sigarette fumate: nessuna (bravissima!!!). Vittorie lavorative: parecchie. Vittorie personali: qualcuna. Mazzate sentimentali: sono tutta un livido ^____^  Serate con le amiche per dimenticare il punto precedente: non abbastanza. Litri di rhum consumati: scarsi. Junk food in preda ad attacchi depressivi-compulsivi: qualche chilo di. Gastriti: non pervenute. Baci ricevuti: penso che ne abbiano ricevuti di più Vladimir Luxuria e Rosi Bindi. Unghie mangiate per nervoso cosmico: qualche metro di. Lacrime versate inutilmente: ci avrei irrigato una piantagione di pomodori a Pachino e ne avrei fatto la salsa per l'inverno! Sfide: tante, di cui parecchie vinte. Nuove rughe nate per la fatica e la stanchezza: non le voglio contare, sgrunt. Nuovi capelli bianchi: e chi lo sa, con tutte le tinte che faccio non li vedo ah ah! 
Obiettivi per il 2012. 1. Comprare la mia Casetta 2. Smettere di rosicchiarmi le unghie per colpa di qualche uomo deficiente 3. Ricevere più baci di Melissa Satta :) 4. Rivedere di nuovo nei titoli di coda di "quel" format tv il mio nome e cognome 5. Liberarmi dai miei fantasmi e dalle mie ossessioni  6. Finire la coperta di Eva 7. Smettere di trattare come priorità chi mi tratta come un'opzione. 

Troppi pensieri, poche parole: vi lascio la ricettina che ho fatto ieri. Involtini di orata al forno profumati allo zenzero. Leggeri e gustos, ottimi per un pasto senza appesantirsi (io dovrei brucare erba del giardino per un mese per disintossicarmi ah ah !).





INGREDIENTI PER 4 persone

::  12 fettine di carpaccio (o simile) di orata  ::
::  3 fette di pane in cassetta  ::
::  capperi ::
::  olive taggiasche  ::
::  pomodorini secchi  ::
::  scorza di limone  ::
finocchietto & timo  ::
::  sale & pepe  ::
::  una radice di zenzero grossa  ::
::  olio extravergine di oliva  ::

Facilissimo e veloce: eliminate la crosta del pane in cassetta e tagliatelo a dadini piccoli. Tagliate a dadini anche i pomodori secchi. Triatate le erbe con i capperi, aggiungeteli al pane e pomodori e infine mettete anche scorza di limone e olive taggiasche: aggiungete un paio di cucchiai di acqua per rendere la farcia morbida. Mettetene un cucchiaio su ciascun filetto, arrotolate, sistemate in pirofila, spolverizzate con briciole avanzate, sale, pepe, un filo di olio extravergine e succo di zenzero che otterrete grattuggiando la radice con un grattugia fine, mettendo la polpa in una fazzoletto di carta casa bianco e strizzandolo sulla pirofila. Cuocete a 180° per circa 10 minuti.



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