venerdì 6 novembre 2009

Fino qui abbiamo scherzato...ora facciamo sul serio! Spaghettoni alla tamarro


















Poche parole oggi, vari pensieri si accavallano ma non riescono a trovare un filo logico, per cui li lascio sostare nella mia testa finchè non troveranno naturalmente ordine. Queste giornate piovose novembrine mi rendono instabile e gli eventi non sostengono (mi è pure tornata la malefica insonnia, argh!), per cui urgono maniere forti, molto forti. Nessun brodino a scaldare nel freddo, nessun purè a fare da comfort food, qui passiamo all'ascia di guerra direttamente: gli spaghettoni alla tamarro. C'è un ristorante a cui sono molto legata qui a Milano perchè ha fatto da palcoscenico a molte belle serate a due in tempi felici, uno di quei posti che rimangono solo di una persona e che proprio non ci potresti andare con nessun altro. Un ristorante a metà tra l'intimo e il caciarone, dove peperoncino e 'nduja la fanno da padroni per mia gioia che sono una vera appassionata del piccante. Piccoli effetti collaterali (sudorazione folle del mio "cavaliere" nelle serate estive con relative lacrime della suddetta e mal di pancia dal ridere tanto per toglierlo dall'imbarazzo ah ah), e garantita soddisfazione all'uscita. Io lì prendo sempre degli spaghettoni terrificantemente piccanti e questa è la mia versione.


INGREDIENTI
  • spaghettoni grossi
  • pomodori ramati belli rossi o pelati
  • un cespo di trevisana
  • 'nduja a piacere
  • ricotta salata o cacio ricotta abbondante
  • olio evo q.b.
Lavate la trevisana e tagliatela a striscioline. Fatela saltare in una padella molto calda con un filo d'olio extra vergine, salatela e mettetela da parte. Preparate un sugo denso e consistente di pomodoro, con dei pelati o preferibilmente con dei pomodori ramati spellati e tagliati a cubetti piccoli e a fine cottura del sugo aggiungete a piacere pasta di 'nduja (essendo molto piccante state attenti a dosarne la quantità) e la trevisana. Scolate la pasta al dente e condite con il sugo preparato e abbondante ricotta salata o cacio ricotta.

domenica 25 ottobre 2009

Raccogliendo la luce: ora solare e barchette di marmellata


Nome: Chiara Alba.
L'11 agosto la mia guida spirituale terrena, Don Antonio, mi ha scritto in un sms (che moderno per un prete che di primavere ne ha viste!) "Ricorda il tuo battesimo, raccogli tanta luce".
Oggi, una domenica dalla luce quasi irreale. Una di quelle giornate in cui riesco a riequilibrarmi, mi dedico al mio mondo che spesso trascuro rincorrendo progetti ed impegni lavorativi che in questo periodo non lasciano spazio. Una domenica in cui un'ora di chiaro ci viene tolta per lasciarci a lunghe serate fredde da passare in casa rintanati. Una domenica in cui le forme prendono anima, in cui un cucchiaio mi ricorda un anello, una promessa fatta a me stessa da portare avanti sempre e comunque.



Oggi è stata una giornata di Grazia, di calma e di cura del mio piccolo Io, di riallineamento con quella parte di me che viene schiacciata dalle grandi corse quotidiane, dai profondi dolori del cuore, dalle difficoltà del crescere prendendo coscienza che essere una persona che non si accontenta nella vita comporta talvolta dei sacrifici infiniti e non tutte sono vittorie.



Però oggi questa Luce, nel cambio dell'ora solare, mi ha dato un po' di quella pace che tanto mi serve alla vigilia dell'ennesima avventura in terra straniera rincorrendo il sogno del mio lavoro impossibile e dei miei enormi desideri che non cadono mai, sotto nessun bombardamento.
Impossibile è davvero una parola che nel mio vocabolario stenta ad entrare.

Dedico a questa giornata queste crostatine che avevo fatto un po' di tempo fa, semplicissima pasta sucrè di Christophe Felder con un cuore di marmellata fatta in estate con pesche e albicocche, zucchero di canna e una spruzzata di lime. Il segreto? La frolla è stesa sottile sottile, sono friabilissime e sono un comfort food eccezionale in semplicità e genuinità.

INGREDIENTI
  • 200 gr di farina 00
  • 120 di burro
  • 80 gr di zucchero a velo vanigliato
  • 25 gr di farina di mandorle
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • marmellata di pesche e albicocche

Lavorate il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e l'uovo con una forchetta. Aggiungete in un colpo le farine con il pizzico di sale e lavorate velocemente senza far scaldare la pasta. Lasciatela riposare in frigo per un'ora. Stendetela successivamente molto sottile, foderate gli stampini, riempiteli con un cucchiaio di marmellata, decorate con le strisce e cuocete a 180° per 10-12 minuti. Conservate in scatole di latta.


martedì 13 ottobre 2009

Mirtilli&porcini: quando l'autunno si fa risotto



Come tante persone, non amo l'autunno. Ne posso riconoscere il fascino della luce gialla, riconosco che regala giornate atmosfericamente splendide con colori meravigliosi dati dalle foglie che svolazzano arancioni nel cielo formando poi magnifici e allegri tappeti multicolor. Riconosco anche che dopo il gran caldo mi piace infagottarmi in morbidi e gonfi maglioni che fanno da "coperta". Però continuo a trovare l'autunno di una malinconia struggente, e nella mia testa lo posso salvare solo perchè regala doni della terra fantastici, come i funghi porcini, le prime zucche, le castagne.


Questo weekend una ricetta del mitico chef Iviano che gli ho visto preparare a scuola di cucina un anno fa, un risotto che si presenta fantastico per sapore e per aspetto. Ad onor del vero i miei fratelli amanti della pasta al sugo, che quando si sentono "stravaganti e originali" arrivano ad amare persino la pasta all'amatriciana, sono rimasti di sasso alla vista di un piatto VIOLA, e dico VIOLA.
Però, dopo opera di convincimento all'assaggio si sono ricreduti e anche loro hanno apprezzato il risotto ai funghi porcini e mirti
lli.


DOSI PER 6 PERSONE

  • 480 gr di riso per risotti
  • 600 gr di funghi porcini freschi
  • 200 gr di mirtilli
  • burro q.b.
  • brodo vegetale
  • un mazzetto di timo
  • abbondante grana grattugiato


Pulite i funghi e tagliateli a pezzetti. Fateli cuocere in uno strato basso in poco olio in una padella antiaderente molto calda, in modo che prendano bene sapore senza formare acqua. Aggiungete un pochino di timo sfogliato e a fine cottura il sale. A parte spadellate i mirtilli in una padella antiaderente per un paio di minuti con una noce di burro e un pizzico di sale. Nel frattempo fate tostare il riso con del burro, sfumate con vino rosso, e iniziate la cottura con del brodo vegetale aggiustando di sale se necessario. A tre quarti di cottura aggiungete i funghi precedentemente cotti e i mirtilli. Quando raggiunge la cottura spegnete e mantecate con abbondante grana e una noce di burro. Il sapore dolce dei mirtilli lasciati interi nel risotto l'ho trovato davvero sorprendentemente piacevole.

martedì 6 ottobre 2009

Semplicemente Lamponi in Frolla



C'è stato un giorno in questo strambo periodo che ho pianto per ore, senza un vero perché e soprattutto inconsolabile. Noi donne, io lo dico sempre, abbiamo una forza disumana, sovrumana, energie che niente e nessuno riesce a fermare, ma di tanto in tanto, la sola vista di una formica che zoppica ci fa cadere in una valle di lacrime e disperazione irrefrenabile. Beh, ecco, quel giorno ho pianto come non facevo da anni, con i miei amici che passavano a salutarmi e si spaventavano a morte alla vista di una cascata di lacrime in esondazione, pensando chissà cosa fosse successo. Nulla, semplicemente siamo donne...


Quel giorno, tra singhiozzi folli e tergicristalli applicati alle palpebre per cercare di vederci almeno qualcosa dietro il muro d'acqua, in uno slancio di gola ho afferrato un dolcetto che avevo comprato: piccola friabile frolla croccante ripiena di marmellata al lampone.


Quel piccolo dolcino è stata l'unica cosa che mi abbia fatto sorridere.
Il giorno successivo, quelle piccole crostatine sono state replicate in varie ondate nel mio forno!



INGREDIENTI

  • 350 gr di farina
  • 200 gr di burro
  • 80 gr di zucchero di canna
  • 80 gr di zucchero vanigliato home made
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • marmellata di lamponi


Con una forchetta impastare il burro tagliato a pezzetti con gli zuccheri, l'uovo e un pizzico di sale fino ad ottenere un composto omogeneo facendo attenzione a non scaldare il burro. A questo punto versare la farina in un solo colpo e toccandola con la punta delle dita il meno possibile amalgamare alla crema di burro e uova. Far riposare in frigo un'ora. In stampini (per me in silicone) modellare le crostatine, riempirle di marmellata di lamponi e cuocere in forno a 180° per 12 minuti circa.


sabato 19 settembre 2009

30 anni



30 anni. Il sapore della magia. Una bellissima notte passata sotto le stelle in un cielo nero, con solo il rumore delle foglie di betulla nel vento e il profumo di resina nell'aria. Cos'altro chiedere quando la parola PERFETTO è l'unica che possa venire in mente?
Grazie a coloro che hanno dato molto e riempito i miei dolori con il loro Amore e la loro presenza costante. Per sempre è una parola possibile, come il bene che vi voglio. Possibile, è la capacità di mettersi in gioco e trovare nuova vita e nuova linfa.



Il compleanno è stato a fine agosto, ma una traccia volevo ci fosse anche se in ritardo perchè certe cose non si possono cancellare, non si devono cancellare...

lunedì 27 luglio 2009

Pasta con Peperoni, Bufala&Semi di Finocchietto PreVacanze


Non so voi, ma io sono ormai giunta ad un livello di pigrizia atavica. Non che faccia eccessivamente caldo, ma forse sapere che oggi è il 27 di luglio manda in stand by anche la più piccola iniziativa, in pratica faccio fatica a fare ogni cosa, ma solo perchè non ne ho più voglia. Sono in modalità "VOGLIO ANDARE VIA", che distrugge la modalità "DEVI FINIRE DELLE COSE", ovvero dei progetti di lavoro, qualche aperitivo con gli amici, qualche faccenda di varia natura. Ancora una decina di giorni, e poi faccio due valigie. In una ci metto del lavoro arretrato da fare con calma, qualche golfino pesantuccio per la sera, i miei adorati libri di ricette, qualche coccola per me e mia mamma e delle stecche di vaniglia a profumare. Nell'altra ci butto tutte le grandi delusioni di questo anno che mi ha tolto tanto, il dolore per chi mi ha voltato le spalle proprio quando mi ha vista cadere, il Sogno di un GrandeAmore che si infrange e si recupera con fatica, le malattie e gli incidenti che hanno minato le persone più care e il mio sonno, le troppe rinunce e le molte lacrime. La prima valigia arriverà con me a casa, la seconda la getto strada facendo in una discarica! :)


Pasta e verdure, un amore lungo una vita!

DOSI PER 6 PERSONE
  • 450 gr di pasta corta
  • 4 peperoni carnosi ( anche 5 se piccolini)
  • una bufala freschissima
  • semi di finocchietto selvatico
  • olive verdi e nere
  • un cucchiaio di concentrato di pomodoro (facoltativo)
  • basilico a volontà
  • un lievissimo tocco di curry

Tagliate a striscioline i peperoni e fateli cuocere con le olive in olio evo. Dapprima coperti, poi scoperchiate e aggiungete i semi di finocchietto frantumati. Se gradite, io gradisco, verso metà cottura un cucchiaio di concentrato di pomodoro giusto a "sporcare" e il curry. A fine cottura basilico spezzettato a profumare. Cuocete la pasta, scolatela al dente, tuffatela nel sugo dei peperoni, fatela saltare 2 minuti per insaporirla e aggiungete la mozzarella "sfilacciata" a pezzetti. Spegnete e servite. Ottima anche tiepida.

giovedì 16 luglio 2009

Bicchierini al latte dedicati con affetto a chi detesta il latte!


Quel giorno ero nervosissima. C'era il sole, splendido su Milano. Mi ero vestita con una certa cura per l'appuntamento, un vestito bianco smanicato di lana e sotto un golfino viola di cotone. Alla faccia di chi dice che il viola porta male! Curiosa ti ho aspettato piena di agitazione, emozione riponendo tutti i miei sogni in quel pranzo che io vedevo come la mia grande opportunità. Sono rientrata al lavoro stordita dalla gioia e dalla confusione di pensieri, ma felice come non mai. Questo viaggio dura da più di un anno, tu sei diventato giorno dopo giorno un amico, un confidente, un Maestro, una guida, un punto fermo nelle mie molte burrasche, una risata argentina nelle ore di lavoro, una chiacchiera rilassata letta sulle chat, una presenza per me molto importante. E' passato il tuo compleanno e presa dalle mille preoccupazioni che bene conosci non ti ho nemmeno un pochino festeggiato, lo faccio ora, con queste parole. Grazie Capo, forse all'estero non mi porterai mai perchè non ce lo permetteranno, ma questo lungo viaggio che sto facendo con te ha il sapore dei Bei Sogni che si avverano.


Ricettina vista da tanti blog: Ciliegina sulla torta, Spilucchino e altri. Ognuno con la sua versione, la mia con composta di pesche e albicocca. Questa ricetta a lui dedicata è un po' una presa in giro, non la mangerebbe mai, perchè è fatta di latte e lui detesta il latte, ma anche perchè ci ricorda tante cose... Latte legato alla maizena...Dillo che ti fa orrore e che ti riporta alla mente mille e non più mille momenti ^_^


Dosi per vari bicchierini
  • 200 g di panna fresca
  • 300 g di latte intero fresco
  • 1 stecca di vaniglia
  • 60-80 g di zucchero semolato
  • 40 g di maizena
  • 3 albicocche
  • 2 pesche succose
  • zucchero per la composta

Portate a ebollizione il latte con la panna, lo zucchero e una stecca di vaniglia incisa a metà. A parte sciogliete la maizena in un dito di latte FREDDO, importante che sia freddo se no fa mille grumi, e aggiungetelo al composto. Fate bollire tutto per un paio di minuti e poi lasciate raffreddare. Nel frattempo sbucciate le pesche e le albicocche, tagliate a dadini, pesatele, e aggiungete un terzo del peso di zucchero. Mettete zucchero e frutta in una casseruola e fate cuocere per 15 minuti circa, volendo potete aggiungere una spruzzata di limone a profumare, ma non troppo se no risulta acido. Mettete nei vasetti composta e latte, fate raffreddare a temperatura ambiente e poi riponete in frigo qualche ora.